RURAL FESTIVAL: LA BIODIVERSITÀ AGRICOLA

Scritto da Anita D'Asaro il . Pubblicato in ATTUALITA'.

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A Lesignano de’ Bagni, Rivalta poco lontano da Parma si è svolto il Rural Festival, un evento che raduna agricoltori e allevatori custodi di Emilia, Toscana e Liguria che con grande fatica e passione, ogni giorno lavorano per per tutelare e salvare dalla generalizzazione antiche varietà vegetali e antiche razze animali che erano diffuse su queste terre e che da decenni erano abbandonate e quasi estinte. Qui si incontra la biodiversità non solo nei prodotti presentati ma sui volti e nelle parole di di questi agricoltori e allevatori che ci fanno gustare profumi e sapori scomparsi. È Mauro Ziveri l’autore di questa iniziativa. Scrive Ziveri nella prefazione del libro appena pubblicato Rural, Biodiversità Agricola.   “…voglio dire grazie a tanti custodi agricoltori e allevatori per l’impegno che mettono, giorno dopo giorno, con il loro lavoro. Ammiro profondamente questa loro idea fissa di qualità antica senza mai scendere a compromessi, con incrollabile tenacia, senza variare le tecniche di una volta…” Ed è lui l’allevatore custode di antiche razze di maiali neri. Nella sua azienda agricola questi animali vivono liberi di pascolare  in ampi spazi collinari crescendo all’aperto e nutrendosi di erba fresca, tuberi, bacche e ghiande che trovano in natura a cui si aggiungono mais, orzo, frumento e favino. Niente ogm, niente antibiotici. Ogni maiale ha a disposizione circa mille metri quadrati dove correre libero di fare ciò che vuole.L’idea di questo allevamento gli è venuta perché voleva produrre un prosciutto migliore rispetto agli standard , tornando indietro per riscoprire profumi e sapori di una volta. Ma non solo. Questo prosciutto contiene una maggiore percentuale di omega 3 e, inoltre, il rapporto omega 3 e omega 6  è più equilibrato a beneficio di una alimentazione più salutare.

Ma qui le specialità più preziose si susseguono e parlano il linguaggio di una qualità che quasi non esiste più. Che dire del latte fresco d’asina di Giuseppe Borghi? Il padre aveva abbandonato l’allevamento degli asini quando erano arrivati i primi mezzi a motore. Ma lui ha ricominciato da capo e oggi la sua azienda conta circa 800 esemplari di 13 razze diverse. Così parla dei suoi animali: “L’asino è affettuoso e intelligente, se gli insegni una cosa se la ricorda a distanza di anni. E poi è un animale umile e gentile. Con le persone deboli, con i bambini e gli anziani lo è ancora di più…” E tra i tanti prodotti che potrete cercare , ne nomino solo alcuni: la passata di pomodoro riccio di Parma, l’olio di olivastra seggianese, i ceci rosa e i fagioli zolfini, gli gnocchi di patata rossa di Cetica, i testaroli della Lunigiana di farina di farro, la marocca di Casola,  i tortél dóls con la mostarda, il mais Otto File della Garfagnana, la confettura di susina zucchella senza zuccheri aggiunti, il miele biologico del Parco Barboj, i formaggi di antiche razze bovine del territorio emiliano e quelli toscani di pecora massese, il caffè di orzo Leonessa e il sidro di mele di montagna, vini da vitigni vintage, come il Lambrusco Maestri, il Fortana del Taro e il vino di uva termarina. Su internet cercate www.rural.it oppure scrivete a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.