TOULOUSE LAUTREC IN MOSTRA ALL'ARA PACIS
La produzione d'avanguardia di Toulouse-Lautrec, illustratore bohémien della vita notturna di Montmartre, è in mostra al Museo dell'Ara Pacis con oltre 170 opere, tra manifesti, illustrazioni, copertine di spartiti e locandine provenienti dal Museo di Belle Arti di Budapest. Figlio di un eccentrico nobiluomo del Sud e della cugina di primo grado di questi, Adèle Tapié de Céleyran, il giovanissimo Henri de Toulouse-Lautrec soffre di una rara malattia genetica delle ossa che si manifesta anche come nanismo. Nonostante la sua piccola statura, viene così descritto dall'amico e scrittore Jules Renard: "Più frequenti Toulouse-Lautrec più ti appare grande fino a che ti accorgi che la sua statura è al di sopra della norma.”
Dopo un primo periodo di apprendistato dal pittore amico del padre René Princeteau, il giovane Henri si trasferisce a Montmartre e frequenta gli atelier di Léon Bonnat e di Fernand Cormon, dove impara a dipinge secondo le regole dell'Accademia. Stanco di rappresentare soggetti storici e mitologici, Lautrec preferisce la vita vera, il suo dinamismo e la sua sregolatezza. Frequenta i café-concert e i cabaret di Montmartre e ritrae con stile vivace e immediato i suoi amici e i personaggi stravaganti che animano le soirée parigine. Nel 1891 realizza il primo manifesto pubblicitario per il Moulin Rouge che riscuote un successo tale da garantirgli nuove commissioni, tra cui i famosi manifesti del cantante Aristide Bruant e Divan Japonaise che apre il percorso espositivo della mostra romana.
La stella del cabaret Jane Avril viene rappresentata mentre assiste a uno spettacolo nel piccolo locale di Montmartre che prende il nome dal curioso arredamento in stile giapponese. Vestita di un elegante abito nero, Avril siede in prima fila di fronte all’orchestra la cui presenza è suggerita dalle sagome stilizzate degli strumenti musicali e delle mani del direttore. Il signore che le siede accanto è lo scrittore e critico Édouard Dujardin, amico di Lautrec e direttore della “Revue Wagnérienne”. Perfino la figura acefala in piedi sul lato sinistro del palcoscenico è stata identificata come Yvette Guilbert, già cantante di successo del medesimo locale, grazie al dettaglio dei guanti neri che era solita indossare durante le esibizioni. L'inquadratura insolita, i contorni marcati e la stesura piatta del colore caratterizzano in modo inequivocabile l'opera di Lautrec. La sua tecnica prediletta è la stampa litografica a colori.
Il disegno è realizzato con una matita grassa su lastra di pietra – dal greco "lithos". Sfruttando l'idrorepellenza delle materie grasse, si inumidisce la matrice per poi stendervi l'inchiostro che aderisce solo al disegno, imprimendo sul foglio un'immagine monocromatica invertita specularmente. Per produrre una stampa a colori sarà necessario realizzare tante matrici – su altrettante lastre di pietra – quanti sono i colori che si vogliono ottenere. In alcuni casi Lautrec disegna sulla lastra direttamente a pennello con l'inchiostro litografico e si diletta con la cosiddetta tecnica a spruzzo, schizzando letteralmente l'inchiostro sulla pietra per mezzo di uno spazzolino o di un colino.
Le sue litografie a colori, stampate in tirature limitate, non assolvono solo una funzione pubblicitaria, ma si affermano sul mercato dell'arte e interessano anche i grandi collezionisti. Lautrec guadagna progressivamente notorietà e realizza illustrazioni per giornali, copertine di spartiti musicali e locandine per il teatro. Tra le sue opere più interessanti segnaliamo le litografie sperimentali ispirate alle performace di Loïe Fuller che riproducono l'azione combinata della danza e dei giochi di luci e colori con forme quasi astratte. “In qualsiasi modo Toulouse-Lautrec voglia utilizzare il proprio talento, lasciandosi tentare dalla pittura o dall’illustrazione, dedicandosi alla stampa o alla litografia per spartiti musicali, o seppure infine decida che ciò che vuole fare sono i manifesti, ciascuno di questi lavori recherà la sua firma inconfondibile.” (Ernest Maindron, 1896)
Giovanna Fazzuoli
22 dicembre 2015