ARTE E CINEMA ARRIVANO ALL'OSPEDALE

Scritto da Giovanna Fazzuoli il . Pubblicato in ARTE.

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L'arte contemporanea varca la soglia dello spazio espositivo e invade tutta la città: per le strade, le piazze e le stazioni; all'interno di strutture pubbliche e private; nelle aziende e negli studi di economisti, avvocati e notai. L'arte fa bene a tutti, ma soprattutto ai malati. Parliamo oggi di arte-terapia, perché sono ormai numerosi gli ospedali che ospitano opere di arte contemporanea. Nel nuovo Ospedale Apuane in provincia di Massa Carrara, degenti e parenti in visita potranno ristorarsi di fronte all'opera dell'artista toscano Lucino Massari dal titolo Inno alla Vita, installata nell'atrio della struttura. Un titolo incoraggiante che invita a combattere la malattia per ricominciare a vivere.

Il medium è naturalmente il marmo, vista l'antica tradizione legata a questa terra. L'opera si ispira alle cosmogonie orientali e alle teorie dell'incontro tra gli opposti, nell'alternanza tra la verticalità della figura isolata e l'orizzontalità degli elementi a parete e delle sedute. Un panneggio mosso dal vento dialoga con le forme astratte che compongono l'installazione e simboleggia il "soffio vitale" che anima l'Universo, offrendo una chiave di lettura dell'opera. C'è almeno un precedente: il Padiglione di Emodialisi dell’Ospedale di Pistoia che ha inaugurato nel 2005 con l'intervento di sette artisti italiani e stranieri di fama internazionale.
L'architettura organica del padiglione, circondato da un giardino ben visibile attraverso le pareti in vetro, accoglie le opere site-specific di Hidetoshi Nagasawa, Robert Morris, Sol LeWitt, Daniel Buren, Dani Karavan e degli italiani Claudio Parmiggiani e Gianni Ruffi. Indicato dall’assessorato alla salute della Regione Toscana come polo d'eccellenza per l'arte-terapia, l'ospedale di Pistoia favorisce il benessere dei pazienti con mura, pavimenti, porte e panchine d'artista che trasformano gli ambienti freddi dell'ospedale per ripensare "un'arte utile, organicamente concepita all'interno del progetto architettonico, come strumento di relazione fra i luoghi, ponte di cultura tra l'ospedale e la città."
Negli ospedali italiani arriverà perfino il cinema: a partire da febbraio il Policlinico Gemelli di Roma ospiterà la prima sala di "cinematerapia" nella ex aula di anatomia della facoltà di medicina. “Secondo le neuroscienze la visione su grande schermo produce un effetto pausa, diminuendo la percezione del dolore"–spiega Filvia Salvi, fondatrice di Medicinema Italia.
Il cinema sortirebbe l'effetto di un naturale palliativo, che sospende la sensazione di disagio e contribuisce alla guarigione del paziente. Rai Cinema e Walt Disney metteranno a disposizione i film in programmazione che potranno essere seguiti anche da chi, costretto a letto, non può frequentare i cinema neppure fuori dagli ospedali: “questi film sono anche un’occasione di incontro con chi vive la mie stesse difficoltà: una realtà fatta di cinema inaccessibili, con pochi posti riservati ai disabili e sempre in prima fila"–racconta su Il Fatto Quotidiano Sara, 30 anni, in terapia all’Unità Spinale del Niguarda di Milano che ha già aperto a settembre una sala cinema da 100 posti per pazienti di ogni età.

Giovanna Fazzuoli
24 novembre 2015