PALAZZO CHIGI AD ARICCIA

Scritto da Giovanna Fazzuoli il . Pubblicato in ARTE.

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Ora che si avvicina l'estate e Roma si prepara ad accogliere turisti e vacanzieri, vale la pena concedersi una gita fuori porta nella vicina località di Ariccia che, oltre alla tradizione culinaria, vanta un importante patrimonio architettonico e storico-artistico. Questo piccolo borgo si è distinto fin dall'antichità, quando intraprese una dura resistenza contro l'egemonia romana ed etrusca, prima di essere conquistato da Roma nel IV secolo a. C. Ariccia ottenne così la piena cittadinanza romana e fu scelta come meta di villeggiatura dai potenti dell'impero. Nel 1473 la famiglia Savelli la ricostruì dopo i saccheggi di età medievale, ma nel XVII secolo fu acquistata e rinnovata da un'altra storica casata nobiliare: i Chigi.

Abbiamo già avuto modo di parlare del ricco banchiere e mecenate Agostino Chigi (1439-1504) a proposito della Villa Farnesina alla Lungara. Il peso politico e culturale della famiglia torna a farsi sentire alla metà del Seicento con l'elezione di papa Alessandro VII. E' suo nipote, il cardinale Flavio I, a costituire il primo nucleo della ricca collezione di dipinti, sculture e arredi secenteschi. I Chigi diventano ben presto tra i maggiori proprietari terrieri dello Stato Pontificio e fanno costruire sontuosi palazzi per celebrare il potere della casata.
Il palazzo ducale di Ariccia, che molti di voi conosceranno almeno indirettamente grazie alle scene de "Il Gattopardo" di Luchino Visconti, viene riprogettato su commissione dei Chigi dal grande Gian Lorenzo Bernini che lo trasforma in un gioiello di architettura barocca, meta di artisti e intellettuali in viaggio per il Grand Tour d'Italie per tutto il Settecento e gli inizi dell'Ottocento. Prezioso riferimento per lo studio del Barocco romano, il palazzo-museo si distingue per la coerenza e l'omogeneità della sua collezione e del suo ordinamento che conserva l'unità e l'unicità delle diverse raccolte confluite, senza rinunciare alla funzione didattica con una divisione cronologica e per scuole regionali dei dipinti. Le opere sono poi allestite come da manuale, per ricreare gli ambienti della dimora principesca in modo fedele e di grande impatto.
Al pianterreno, l'appartamento privato del Cardinal Flavio Chigi conserva dipinti dei grandi maestri del Seicento, come Salvator Rosa e il Baciccio. Gran parte della collezione è però allestita al primo piano, dove si trovano gli ambienti di rappresentanza arredati ancora con mobili secenteschi. Il secondo piano è dedicato infine alle mostre temporanee e all'esposizione permanente della collezione dello storico Maurizio Fagiolo, donata al Palazzo per la creazione del primo Museo del Barocco romano.
Con l'occasione potrete ancora visitare Ritratti e figura da Rubens a Giaquinto, evento satellite della rassegna sul Barocco di Palazzo Cipolla di cui ci siamo occupati in un precedente articolo. La mostra ospita circa quaranta ritratti di principi, cardinali e personaggi influenti della cultura romana nelle sale di Palazzo Chigi, per illustrare il rinnovamento dell'estetica del ritratto e della figura umana in età barocca.

Giovanna Fazzuoli
30 giugno 2015