L'AUTORITRATTO DI LEONARDO A ROMA

Scritto da Giovanna Fazzuoli il . Pubblicato in ARTE.

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Il leggendario Autoritratto di Leonardo da Vinci arriva per la prima volta nella Capitale a bordo di un treno rapido Frecciarossa. L'opera in mostra ai Musei Capitolini è stata recentemente sottoposta a nuove indagini diagnostiche e all'intervento dei restauratori dell'ICRCPAL, l'Istituto Centrale per il Restauro e la Conservazione del Patrimonio Archivistico e Librario di Roma. Si tratta dell'unico autoritratto riconosciuto dell'artista che si rappresenta in età matura, con capelli e barba lunghi, calvo alla sommità della testa e rivolto verso destra con un'espressione intensa e quasi severa.

Il tratto rosso bruno, caratteristico della tecnica cosiddetta "a sanguigna", arriva a definire ogni dettaglio del volto con una cura davvero minuziosa, dalle rughe più profonde intorno agli occhi e alla bocca, fino alle sottilissime linee nella parte alta della fronte che creano l'effetto di un cranio calvo. Nel corso del tempo sono state avanzate diverse ipotesi circa la sua identificazione: alcuni vi hanno individuato i filosofi dell'antichità, altri ancora vi hanno riconosciuto Piero da Vinci, padre di Leonardo. Il disegno continua però a essere ritenuto un autoritratto, come d'altronde indica la scritta «Leonardus Vincius Ritratto di se stesso assai vechio», sebbene non sia attribuita a Leonardo.
Dopo la morte del grande maestro nel 1519, i suoi manoscritti e disegni passano al suo collaboratore Francesco Melzi, i cui eredi disperdono la collezione perdendo ogni traccia dell'opera. Il disegno ricompare nel 1839, quando il collezionista Giovanni Volpato lo vende al re Carlo Alberto di Savoia, il cui patrimonio confluisce nella Biblioteca Reale di Torino, dove è tuttora conservato.
Le ultime indagini diagnostiche hanno valutato lo stato di conservazione del disegno confrontando la mappatura delle macchie sul supporto cartaceo con i dati emersi nelle indagini del 2012 e hanno verificato che il “recto” del foglio non nascondesse nuove sorprese. I tecnici hanno poi eseguito la pulitura, dopo una serie di test effettuati su campioni simili all’originale: un prodotto di qualità non eccelsa, in fibre di canapa e lino con frammenti di lana colorata, risalente a un periodo compreso tra la fine del '400 e gli inizi del '500. La mostra si è quindi rivelata "un’ottima occasione per un’ulteriore e mai inutile momento di studio e di approfondimento dell’opera, nell’ottica di operare per la migliore conservazione di un bene così fragile e così prezioso"- ha detto il direttore ICRCPAL Maria Cristina Misiti.
Alcune informazioni pratiche: grazie alla sponsorizzazione di Trenitalia, i possessori di CartaFreccia e tutti quelli che hanno viaggiato a bordo di una Freccia con destinazione Roma - come ha fatto anche il capolavoro di Leonardo! - hanno diritto a una riduzione sul biglietto. Non dimenticate inoltre che l'ingresso alla mostra vi dà diritto a una riduzione ulteriore sul biglietto per “L’Età dell’Angoscia”, di cui abbiamo parlato in un precedente articolo.

Giovanna Fazzuoli
23 giugno 2015