L'ARTE CHE NON SI VEDE
Arte e non vedenti: sembra un binomio impossibile. Impossibile è anche toccare le opere conservate nei musei da cui vetrine, cordoni e allarmi di ogni sorta ci tengono ben lontani. Eppure un grande colosso come il Museo del Prado permette ai non vedenti di fruire attraverso il tatto alcuni capolavori della sua collezione. Questo miracolo è possibile grazie alla stampa in 3D di ultima generazione. Con una tecnica chiamata Didú, che necessita di circa 40 ore di lavoro per elaborare una singola immagine, è possibile riprodurre le opere d'arte e poi stamparle in tre dimensioni perché possano essere letteralmente toccate.
Anche i pannelli didattici sono realizzati ad hoc con spiegazioni in braille, mentre le audioguide aiutano il visitatore a orientarsi nello spazio dei dipinti. Hoy toca el Prado, che termina il 28 giugno, è l'esempio eclatante di una sensibilità verso i non vedenti che si sta sviluppando anche in Italia. I "musei tattili" sono ormai una realtà nelle città di Varese e Ancona, ma anche altre istituzioni hanno adottato misure speciali per consentire la fruizione di alcuni capolavori isolati.
Le straordinarie potenzialità dei non vedenti sono al centro dell'iniziativa Il Teatro al buio. La morte di Cesare, in scena il 19 giugno 2015 a Roma (alle ore 16,00, 17,00, 18,00; con ingesso gratuito su prenotazione a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.). Lo spettacolo ambienta un dramma della storia antica nella straordinaria cornice dei Mercati di Traiano. Il “teatro al buio" cala gli spettatori “vedenti” nella condizione di “non vedenti” perché sviluppino una percezione allargata attraverso gli stimoli uditivi, olfattivi e tattili offerti loro dagli attori con disabilità visiva. 20 spettatori per volta, seduti a formare un cerchio che accoglie insieme non vedenti e vedenti bendati, partecipano al "teatro sensoriale", dialogando tra di loro e con gli attori.
Prima di abbandonare i Mercati Traianei, ricordiamo che è ancora in corso la mostra dello scultore uruguagio Pablo Atchugarry, la cui grande rassegna presenta ben quaranta opere dislocate negli spazi interni ed esterni dei Mercati. Città Eterna, eterni marmi, richiama l’utilizzo secolare del marmo di Carrara, che l'artista indaga alla luce della contemporaneità, con linee e volumi essenziali. Anche il visitatore è invitato a partecipare a questo sottile dialogo tra epoche lontane, mentre passeggia per le architetture della Roma imperiale in cerca delle sculture di Atchugarry. Le opere in mostra non sono tuttavia esclusivamente scolpite in marmo di Carrara, ma, in piccola parte, anche in marmo rosa del Portogallo, acciaio e bronzo dipinto.
Giovanna Fazzuoli
9 giugno 2015