I LUOGHI DELLA MEMORIA
Molti over, sicuramente, hanno trascorso le vacanze estive nei luoghi della memoria. Luoghi dove sono nati e da dove sono partiti per inseguire sogni e desideri. Ci sono anche over che nel tempo tornano a vivere nelle città di origine, per ricongiungersi con la radice familiare e culturale più antica della propria storia personale. Ritornare o tornare nei luoghi più significativi della propria esistenza è come riappropriarsi di una parte di sé, cui attingere energia e rigenerazione. La Madre Terra è il luogo dell’accoglienza, del contenimento e del nutrimento per l’umanità, che si trasforma in Terra Madre per i singoli individui che la abitano sia psicologicamente e sia spiritualmente.
Un’immersione temporale nel liquido amniotico dei ricordi ancestrali, cassa di risonanza di emozioni e sensazioni che riconducono al senso della vita. È più facile, paradossalmente, andare verso mete sconosciute che verso mete emotivamente conosciute, perché riconnettersi con la memoria antica può essere fonte anche di sofferenza e quindi di difficile accesso, per quanto necessario, per non disperdere il bagaglio esperienziale vissuto. La Terra da dove si parte non può essere mai dimenticata, è nel DNA della psiche che forma e informa sugli aspetti più significativi della propria esistenza. Il non luogo appartiene alle fiabe, che non si collocano mai in un tempo e in uno spazio identificabile, mentre la vita reale appartiene sempre ad un tempo e a uno spazio necessariamente noti, affinché possa esserne conservata memoria.
Sira Sebastianelli
psicologa-psicoterapeuta