Salute e benessere

Orizzonti

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L’orizzonte è la linea che delimita lo sguardo, che ha spinto tanti esploratori a cercare di conoscere cosa ci fosse oltre, incamminandosi con qualunque mezzo utile allo scopo, tant’è che  il Mondo è stato scoperto così.  Ognuno di noi eslpora il proprio  piccolo mondo spingendo lo sguardo sempre un po’ più in là,   con la curiosità di osservare l’ignoto, anche senza la consapevolezza che si sta travalicando il confine dell’orizzonte. Quando ci attrae qualcosa di nuovo si procede verso il superamento del limite, sia esso esterno o interno, perché anche il mondo interiore ha il suo orizzonte che stimola il viaggio della conoscenza. In fondo, l’orizzonte è una soglia che si varca senza averne la reale  percezione, perché subito se ne palesa un altro davanti. 

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Cara Luna, ti scrivo….

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Gli Over e le Over 65    sicuramente   ricordano il  20 luglio 1969, quando il primo uomo ha poggiato il piede sul suolo lunare, lasciandone un’impronta indelebile.   L’impronta lunare  è rimasta scolpita anche nel cuore di ogni essere umano, che ha virtualmente toccato l’inimmaginabile, proiettandosi su quella sfera luminosa che ha sempre accompagnato la vita terrestre con discrezione  e silenzio. Oggi, a mezzo secolo di distanza, si ripercorre nella memoria  quel ricordo lontano, ma ancora dirompente e strabiliante per chi,  bambino o adolescente, cercava e scrutava le stelle in cerca di extraterrestri. Generazione over che ha  potuto assistere  a un evento che non ha eguali, considerando il limite mentale e geografico che caratterizzava il pensiero fino a quel momento. Da quel giorno in poi qualcosa è cambiato, nulla sembrava più impossibile, producendo  anche una trasformazione della  fantasia che si vedeva sottrarre un luogo ignoto, su cui ipotizzare storie immaginarie. 

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I rumori in vacanza

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Che i rumori vadano in vacanza  è una  vacua speranza! Certo, dipende dal tipo di vacanza che si sceglie, per cui se non si va verso un’ altissima montagna o su  un’isola disabitata  qualche rumore inopportuno ci sarà sempre.  Ci sono rumori oggettivamente fastidiosi, come per esempio quello di un martello pneumatico e rumori soggettivamente insopportabili,  che appartengono alle idiosincrasie di ognuno.  La stagione estiva è di per sé una stagione rumorosa perché si vive di più all’aperto, perché le finestre sono aperte e perché il caldo rende meno tolleranti a tutto ciò che interferisce con il desiderio di riposo.   Molti rumori potrebbero anche essere attutiti da  chi lo produce, facendo attenzione a chi gli è accanto, abbassando la suoneria di un cellulare oppure  rispettando gli orari preposti al riposo oppure  evitando di elevare il tono della voce o di suonare inutilmente un clacson.

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Nessun Dorma…..

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Il sonno degli over a volte è un sonno breve o  frammentato, con difficoltà di addormentamento o con risveglio precoce. Importante sarebbe svegliarsi riposati, indipendentemente dalle  ore di sonno, ma spesso un senso di stanchezza è avvertito, al punto di indurre l’esigenza di un riposino pomeridiano, che se, da una parte, è rigenerante, dall’altra,    produce difficoltà di addormentamento notturno. Nel periodo in cui è in vigore l’ora legale, poi, si può ancor di più modificare il ritmo circadiano, del sonno-veglia, rendendo faticoso  il risveglio mattutino. La qualità del sonno è messa a repentaglio da molti fattori, non tutti individuabili, per cui può essere utile qualche piccolo accorgimento per garantirsi un riposo adeguato, come, per esempio, cercare di camminare durante le ore più fresche del giorno e, se  possibile,  incontrare persone amiche con cui dialogare, distogliendo la mente da pensieri che spesso ricorrono la notte. 

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Valigia over

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Tempo di viaggi, tempo di partenze e di arrivi, tempo per pensare a cosa mettere in valigia e cosa lasciare fuori.  Per quanto  una valigia sia sempre pensata per portare l’essenziale  in realtà, spesso, si  carica di superfluo.  Come fare per  viaggiare con ciò che è utile? Inizialmente, far entrare in valigia il desiderio del viaggio lasciando fuori le preoccupazioni, poi  trovare il posto per l’improvvisazione e dimenticare la routine, infine cercare  spazio per la leggerezza abbandonando i pensieri pesanti.    Naturalmente, è alla  valigia per  psiche che si sta pensando, affinché possa partire per un lungo o breve viaggio con la possibilità di ricaricarsi e rigenerarsi, anche perché è la valigia che rischia maggiormente di appesantire  la vacanza, se non è stata svuotata dalle paure e dalle tristezze. Il testo di una canzone di qualche anno fa, cantata da Patty Pravo,   aveva come protagonista una valigia blu, che aveva lo scopo di  contenere la tristezza di un uomo, la paura di una donna e il pianto di un bambino, restituendo serenità  in cambio di un  sorriso.

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FRATTURA OSSEA

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Il termine frattura risuona come un terremoto nella mente, evocando le paure più antiche e profonde.  Frattura vuol dire perdita di autonomia e, anche se solo per un periodo limitato, per un over, può significare  il timore  di non riuscire a riabilitare  in tempi brevi la zona del corpo, immobilizzata per  molti giorni, scatenando angoscia.

Frattura può voler dire dipendenza, incapacità a muoversi nello spazio come si vorrebbe, ma può voler dire anche, di contro, tanto tempo per pensare. I pensieri che si rincorrono nella mente di un over, che non può  vivere nella sua routine rassicurante,  sono spesso negativi e  incidono sul tono dell’umore in modo invalidante. L’over che ha la fortuna di avere una rete familiare di supporto può essere avvantaggiato nel sentirsi meno solo, ma, ove non ci fosse, l’assistenza rappresenterebbe  un problema  e il rischio depressivo sarebbe maggiore. Frattura è una spaccatura che va ricucita   con tempo e pazienza, affinché si ricostruisca   la ferita subita,  che evidenzia la fragilità con cui l’essere umano convive e l’over ancor di più. A volte anche una caduta banale può produrre danni che sembrano cancellare la  costruzione faticosa di una strada dignitosa, autonoma ed efficiente, al punto di  far svanire  quella qualità necessaria all’essere umano che si chiama resilienza. 

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