IL MIO TERRAZZO E' UN DISASTRO

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Il mio terrazzo è un disastro. Quando dopo un periodo di lavoro molto intenso fuori Roma mi sono affacciata di nuovo sul mio amato terrazzo, è stato veramente uno shock. Il cambiamento di clima ormai non riguarda più i ghiacciai che si sciolgono al polo nord o il fenomeno dei tornado in America ma tutta la nostra penisola ne è coinvolta con forti modifiche nel clima per cui viviamo ondate di caldo estivo magari a marzo e ondate di freddo a maggio. E così i miei piccoli ciclamnini rosso scuro non hanno resistito all’ondata di caldo estivo che c’è stata a fine marzo e si sono tristemente afflosciati su se stessi. Ma come ci dobbiamo comportare per far fronte a questi cambiamenti del clima che, in piccolo, coinvolgono tutti noi?

Lo chiediamo ad Antonella Fornai, nota paesaggista e curatrice della bella mostra Floracult che ogni anno in primavera si tiene ai Casali del Pino di Roma. Bisogna andare verso un cambio nella scelta delle varietà o dei fiori? E’ bene diversificare e usare piante a lunga fioritura che di fronte a disastri climatici siano pronte a rifiorire, penso al Plumbago capensis, che forma leggeri cuscini di azzurro o di bianco, usato sia come ricco ed esuberante cespuglio che come piccolo rampicante a cui può essere mescolato un Gelsomino , l’azorico o il polyantum.: la fioritura è assicurata data la buona rifiorenza delle due piante . Penso quindi ad abbinamenti di più piante che possano far fronte ad ogni imprevisto, Lavanda e Rosmarino con rizomi di Emerocallidi, Oleandri nani, Iris e Eliotropio peruviano per un terrazzo in pieno sole, Fuchsie, Petunie ed Ellebori per una posizione più fresca. Ci sono dei sistemi quando c’è un allarme meteo, per proteggere i fiori nel terrazzo o nel giardino? Non credo che questo sia necessario usando il criterio di cui ho detto, con un forte temporale fuori stagione le rose perderanno tutti petali dei loro fiori ma se amiamo le rose questo è un rischio che dobbiamo correre. Forse ci sono delle varietà di fiori che vivono al nord o al sud che dobbiamo importare? I vivaisti sono già corsi ai ripari per far fronte a questi problemi, visto che il fenomeno è ormai stabile? Ultimamente si propongono piante facili, a bassa manutenzione, adatte anche ai parchi pubblici come ad esempio le graminacee, oggi se ne trovano molte varietà ma bisogna che ci piacciano, è questa l’unica condizione per scegliere di coltivarle e poi c’è la formidabile nostra macchia mediterranea che tutto il mondo ci invidia e che noi trascuriamo perché poco fiorita. Quindi più foglie e meno fiori ci mettono al sicuro da ogni rischio. Una importante paesaggista come te, quali fiori e quali piante ha nel suo giardino? A me piace sperimentare, la mia curiosità è senza limiti per questo forse non sono un esempio da seguire se non per dire di sentirsi liberi di sbagliare, di sperimentare e di divertirsi altrimenti che noia il giardinaggio! Anita D'Asaro 17 maggio 2017

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