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ANCHE LE CASE HANNO UN DESTINO

Scritto da Ascania Baldasseroni. Postato in Le storie di Ascania

Mi ricordo il giorno in cui sono partito, ormai tanti anni fa. Era una mattina gelida e nella mia vecchia casa, avita, nella campagna vicino a Messina si gelava. Come tutti in Sicilia non avevamo termosifone ed era troppo presto per accendere il fuoco nei camini. Era autunno inoltrato e gli alberi del viale erano scossi da folate di vento mentre grandi scrosci d’acqua s’abbattevano sul tetto dalle tegole centenarie e sui merli della terrazza. Avevo un groppo alla gola e il presentimento che non sarei più ritornato nella mia vecchia casa. Sapevo che la mia giovinezza era finita e che una volta chiuso il portone la vita americana mi avrebbe inghiottito e che un bel periodo della mia vita sarebbe stato chiuso per sempre.

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I LIVIDI NEL CUORE

Scritto da Ascania Baldasseroni. Postato in Le storie di Ascania

La luce filtra dalle persiane abbassate. L’estate con i suoi colori, i suoi fruscii e il venticello che viene dal mare, fa capolino dalle fessure della finestra. Chiudo gli occhi e sento che le rondini s’intrecciano felici nel cielo. Non mi posso muovere, sono tutta un dolore. Sto ferma nella penombra ed improvvisamente tutto quanto accaduto ieri sera, mi si affaccia come fosse un film. Mi guardo le gambe sono tutte escoriate e il piede è racchiuso in una specie di tutore. Ma è il viso che può può raccontare la mia storia: i miei occhi sono bitorzoli e a malapena posso vedere.

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L'ANELLO RITROVATO

Scritto da Ascania Baldasseroni. Postato in Le storie di Ascania

Frugavo in un cassetto, era colmo di tutto, bottoni vecchi, nastri colorati, mozziconi di candele e anche qualche santino. Non ero a casa mia, ero in casa di una mia amica, i cui nonni erano morti in un campo di concentramento. So che non avrei dovuto frugare nei cassetti degli altri, ma avevo bisogno di un ago e di un paio di forbici e quindi, da maleducata, mi ero messa ad aprire i vari cassetti. In mezzo al disordine ho visto un anello legato ad un cartoncino bianco. L’ho preso ,con il cuore in gola e il respiro affannato.

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LA SIGNORA SCOSTUMATA E IL SUO GIARDINO

Scritto da Ascania Baldasseroni. Postato in Le storie di Ascania

“Ogni amore è una debolezza nella misura che distrugge una parte importante della nostra indipendenza” Vita Sackville-West amava il suo giardino che aveva costruito con amore, a Sissinhurst,il castello con cui viveva con il marito, il diplomatico Harold Nicolson. Il giardino, qualunque sia la sua grandezza, è una terra di confine, un compromesso tra un interno ed un esterno. Natura e civiltà s’incontrano in quell’intervallo di terra, senza però fondersi. Il piacere del giardino è la sua solitudine, è il dialogo con la natura e con se stessi.

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AMORE DI NONNA

Scritto da Ascania Baldasseroni. Postato in Le storie di Ascania

Avevo giurato a me stessa che non avrei avuto figli. La mia infanzia era stata traumatizzata dal disaccordo fra mio padre e mia madre. Non so perché si erano sposati, non c’era mai un minuto di tenerezza fra loro. La mattina già li sentivo urlare. Mio padre da buon militare voleva tutto a modo suo, mia madre molto più giovane e disordinata faceva tutto quello che lui detestava. Mio padre cominciava così i suoi urli mattutini e mia madre si faceva sempre più piccola, si mordeva le labbra, diventava sempre più fragile nell’illusione di scomparire. Appena sentivo una voce uscivo di corsa, non volevo sentire battibecchi, voci concitate, Uscivo perchè non volevo essere testimone dell’ennesimo litigio, anche se sapevo che nonostante tutto, fra i due c’era anche una sorta di legame e un affetto profondo.