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L'ANELLO RITROVATO

Scritto da Ascania Baldasseroni. Postato in Le storie di Ascania

Frugavo in un cassetto, era colmo di tutto, bottoni vecchi, nastri colorati, mozziconi di candele e anche qualche santino. Non ero a casa mia, ero in casa di una mia amica, i cui nonni erano morti in un campo di concentramento. So che non avrei dovuto frugare nei cassetti degli altri, ma avevo bisogno di un ago e di un paio di forbici e quindi, da maleducata, mi ero messa ad aprire i vari cassetti. In mezzo al disordine ho visto un anello legato ad un cartoncino bianco. L’ho preso ,con il cuore in gola e il respiro affannato.

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LA SIGNORA SCOSTUMATA E IL SUO GIARDINO

Scritto da Ascania Baldasseroni. Postato in Le storie di Ascania

“Ogni amore è una debolezza nella misura che distrugge una parte importante della nostra indipendenza” Vita Sackville-West amava il suo giardino che aveva costruito con amore, a Sissinhurst,il castello con cui viveva con il marito, il diplomatico Harold Nicolson. Il giardino, qualunque sia la sua grandezza, è una terra di confine, un compromesso tra un interno ed un esterno. Natura e civiltà s’incontrano in quell’intervallo di terra, senza però fondersi. Il piacere del giardino è la sua solitudine, è il dialogo con la natura e con se stessi.

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AMORE DI NONNA

Scritto da Ascania Baldasseroni. Postato in Le storie di Ascania

Avevo giurato a me stessa che non avrei avuto figli. La mia infanzia era stata traumatizzata dal disaccordo fra mio padre e mia madre. Non so perché si erano sposati, non c’era mai un minuto di tenerezza fra loro. La mattina già li sentivo urlare. Mio padre da buon militare voleva tutto a modo suo, mia madre molto più giovane e disordinata faceva tutto quello che lui detestava. Mio padre cominciava così i suoi urli mattutini e mia madre si faceva sempre più piccola, si mordeva le labbra, diventava sempre più fragile nell’illusione di scomparire. Appena sentivo una voce uscivo di corsa, non volevo sentire battibecchi, voci concitate, Uscivo perchè non volevo essere testimone dell’ennesimo litigio, anche se sapevo che nonostante tutto, fra i due c’era anche una sorta di legame e un affetto profondo.

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IL COLOMBIANO

Scritto da Ascania Baldasseroni. Postato in Le storie di Ascania

Ero ancora sposata quando l’ho visto. Spiccava nella folla bionda di un garden party, a Berlino. Era estate e i prati verdissimi luccicavano sotto un cielo privo di nuvole, gli invitati si precipitavano al tavolo del buffet in una folla variopinta, si urtavano per accaparrarsi i wurstel abbrustoliti. Lui invece stava in disparte, bruno lucido con la testa brillante e i baffetti sottili. Lui non si mescolava agli altri, aveva una sigaretta in bocca e l’aria annoiata. Io lo guardavo affascinata, era bello, soprattutto era diverso da tutti quelli che conoscevo. Il suo esotismo m’incuriosiva.

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LA STRAORDINARIA VITA DI PEGGY GUGGENHEIM

Scritto da Ascania Baldasseroni. Postato in Le storie di Ascania

Il padre di Peggy Guggenheim, naufragò col Titanic. Era un uomo raffinato, elegante, si trovava sul ponte della nave fumando il sigaro, quando venne travolto dalle onde e precipitò in mare, sempre tenendo il sigaro nella mano. Peggy era una ragazzina ma decise che avrebbe svolto un ruolo determinante nel mondo dell’arte di quei tempi Diceva infatti: ”E’ mio dovere proteggere l’arte” e questa vocazione l’ha sostenuta per tutti gli anni di vita. La sua famiglia era ricchissima, possedevano infatti miniere di argento, acciaio e rame, ma nonostante questo Peggy a vent’anni vende libri in una libreria a New York.