Attualità

RURAL FESTIVAL: LA BIODIVERSITÀ AGRICOLA

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A Lesignano de’ Bagni, Rivalta poco lontano da Parma si è svolto il Rural Festival, un evento che raduna agricoltori e allevatori custodi di Emilia, Toscana e Liguria che con grande fatica e passione, ogni giorno lavorano per per tutelare e salvare dalla generalizzazione antiche varietà vegetali e antiche razze animali che erano diffuse su queste terre e che da decenni erano abbandonate e quasi estinte. Qui si incontra la biodiversità non solo nei prodotti presentati ma sui volti e nelle parole di di questi agricoltori e allevatori che ci fanno gustare profumi e sapori scomparsi. È Mauro Ziveri l’autore di questa iniziativa. Scrive Ziveri nella prefazione del libro appena pubblicato Rural, Biodiversità Agricola.   “…voglio dire grazie a tanti custodi agricoltori e allevatori per l’impegno che mettono, giorno dopo giorno, con il loro lavoro. Ammiro profondamente questa loro idea fissa di qualità antica senza mai scendere a compromessi, con incrollabile tenacia, senza variare le tecniche di una volta…” Ed è lui l’allevatore custode di antiche razze di maiali neri. Nella sua azienda agricola questi animali vivono liberi di pascolare  in ampi spazi collinari crescendo all’aperto e nutrendosi di erba fresca, tuberi, bacche e ghiande che trovano in natura a cui si aggiungono mais, orzo, frumento e favino. Niente ogm, niente antibiotici. Ogni maiale ha a disposizione circa mille metri quadrati dove correre libero di fare ciò che vuole.L’idea di questo allevamento gli è venuta perché voleva produrre un prosciutto migliore rispetto agli standard , tornando indietro per riscoprire profumi e sapori di una volta. Ma non solo. Questo prosciutto contiene una maggiore percentuale di omega 3 e, inoltre, il rapporto omega 3 e omega 6  è più equilibrato a beneficio di una alimentazione più salutare.

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Maria Luisa Pasanisi e il ringiovanimento cellulare.

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Maria Luisa Pasanisi, anni 65 fra due settimane, cinque anni fa ha cambiato la sua vita con un nuovo lavoro. Sentiamo la sua storia.

“Io sono architetto,” racconta, “ e ho ristrutturato case per 35 anni lavorando prima presso studi esterni  e poi con un mio studio e dei collaboratori. Credo che all’inizio sia stata la paura di invecchiare a darmi una spinta a cambiare vita; tutti i giovani dello studio usavano Autocad, un software per la progettazione e io non ero in grado di farlo. Forse ha anche contribuito il fatto che dopo trent’anni, il lavoro non mi dava più gli stimoli che mi sarebbero serviti per imparare nuove metodologie. Mi sentivo chiusa in una vita senza emozioni con i figli ormai fuori casa… Poi sono andata alla presentazione di un’azienda americana la “Jeunesse Global” e da lì ho cominciato a studiare una nuova professione. Adesso curo reti commerciali per questa azienda. Questa nuova professione mi ha ringiovanito nell’aspetto e nello spirito. Mi sveglio tutte le mattine felice soprattutto  per la possibilità di offrire alle persone in cerca di benessere sia fisico che economico una soluzione ai loro problemi.”

“Che cosa ti ha interessato e spinto verso questo nuovo lavoro?” Chiedo io molto incuriosita dal suo entusiasmo.

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Italia, siamo i più longevi d’Europa.

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Sono usciti in questi giorni i dati Istat sull’invecchiamento della popolazione e l’Italia è risultata il paese più vecchio d’Europa con 2 milioni di over 85 e 14.456 ultracentenari. La maggior parte dei centenari risiede al nord cosi come la donna più anziana che ha 113 anni. Il rapporto pubblicato dall’Istat ha un titolo incoraggiante: “Cent’anni e non sentirli” ma, in realtà, sembrano tutti molto preoccupati. Il problema è il welfare che dovrà far fronte a nuove richieste di assistenza e servizi in un mondo in cui il cerchio parentale non è più in grado di assistere i suoi cari.

Siamo 60,32 milioni di persone ma il calo demografico continua inarrestabile perché si fanno sempre meno figli. Gli over 65 sono il 22,8% e cioè ben 13,8 milioni. E se gli over 65 ormai che ormai fanno parte a pieno titolo dei perennials e cioè di  persone curiose di tutte le età, al passo con la tecnologia e aggiornate su ciò che le circonda, sono diventati per tutti un mercato molto interessante in quanto hanno un’ottima capacità di spesa, gli over 85 cominciano a preoccupare. Tra cinquant’anni quanti saranno quelli che lavorano e quanti quelli che percepiranno una pensione? Intanto però la cosidetta silver economy imperversa. Gli over65, i perennials, i giovani anziani, scegliete voi il nome che preferite, viaggiano, vanno al cinema, a vedere le mostre e non si perdono nessun avvenimento culturale dal premio Strega, alla Biennale, la mostra del cinema di Venezia, i concerti dei grandi maestri di musica, l’opera e tanto altro.

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Conversazioni d’autore: Roma-Milano, andata e ritorno al Maxxi.

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In una serata romana che ci regala sempre un leggero venticello anche se le temperature del giorno hanno raggiunto livelli inusuali, uscire anche soltanto per una passeggiata è già un piacere. Se poi la meta è il Maxxi , museo di arte contemporanea progettato da  Zaha   Hadid e fiore all’occhiello della città, è ancora meglio soprattutto se ci sediamo nella piazza all’interno del museo ad ascoltare una conversazione a tratti impegnata a tratti più leggera. Un progetto ideato e a cura di Roberta Petronio che arricchisce la collaborazione tre la Triennale di Milano e il Maxxi di Roma, sponsor Trenitalia. Titolo: Spazi Urbani: ‘Come cambiano, e come ci stanno cambiando’.

Dopo aver analizzato il valore del Tempo nei due capoluoghi con due incontri, ecco ‘ Spazi Urbani: Come cambiano, e come ci stanno cambiando’. Sono intervenuti: Carlo De Vito, presidente FS Sistemi Urbani, il comico monologhista romano Saverio Raimondo, Chicco Testa, presidente Telit Communications Spa, Clara Tosi Pamphili, storica della moda e del costume, e vicepresidente Palaexpo  e il giornalista del Foglio Michele Masneri. Ha moderato Paolo Conti, editorialista del Corriere della Sera.

L’Alta Velocità che collega in treno Roma e Milano in tre ore di viaggio, ha cambiato le abitudini di tante persone che si spostano abitualmente almeno una volta alla settimana tra le due città soprattutto per lavoro ma non solo.

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L’intestino il sesto senso del nostro corpo, un libro di Pier Luigi Rossi edito da Aboca.

 

 Questo libro del prof. Pier Luigi Rossi, medico, specialista in Scienze dell’Alimentazione e docente all’Università di Bologna, indaga sulla base delle ricerche scientifiche più recenti il rapporto vitale e sistemico che intercorre fra intestino, microbiota, organo adiposo e cervello, e chiarisce come la salute di questi quattro organi sia sempre strettamente interconnessa.

Ogni volta che ingeriamo degli alimenti” scrive Rossi “nel nostro corpo ha luogo un evento biologico che, a partire dall’intestino, coinvolge l’intero organismo: cambia la composizione batterica intestinale (ossia il microbiota, un organo metabolicamente attivo presente all’interno dell’intestino); cambia il metabolismo cellulare; cambiano il profilo ormonale e quello genico. L’intestino è in grado di modulare il sistema nervoso centrale (volontario e autonomo), il sistema immunitario, il sistema ormonale e l’intero metabolismo cellulare”.

Pier Luigi Rossi ci vuole insegnare la relazione tra ciò che ingeriamo e il tono dell’umore. Già perché, secondo Rossi, è lui, l’intestino il sesto senso del nostro corpo. Il professore nel suo libro chiarendoci questa relazione intestino-toni dell'umore, ci aiuta a definire una alimentazione sana e consapevole. 

"L’intestino riceve ogni giorno 2-3 chili di cibo tra alimenti solidi e liquidi, ci spiega il professor Rossi, “e la nostra salute fisica e psichica (in larga misura) dipendono da quello che noi scegliamo di mangiare ogni giorno…”

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Gli animali come figli, assicuriamoli.

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Sono stati pubblicati in questi giorni i dati di una ricerca secondo cui un milione e settecentomila italiani hanno assicurato il loro cane o il loro gatto. I costi? Circa 65,00 euro per il cane e 45,00 per il gatto cifra che copre i danni a terzi anche se provocati da dog sitter. Non che sia una cifra esorbitante e, sicuramente, sembra anche una prova di civiltà quella di premunirsi contro le matterie dei nostri animali ma certo rispetto a tanta gente in difficoltà economiche, sembrerebbe una spesa superflua. Eppure sembra che molte persone siano disposte a rinunciare a un golf o ad un cappotto caldo pur di evitare guai al proprio animale.

Sento anche molti che con l’arrivo dell’estate condizionano la scelta delle vacanze alla possibilità di portare con sé il proprio cane. Ho conosciuto un signore, regolarmente sposato e con una figlia, spiegava come lui non avesse mai lasciato il proprio cane solo da quando l’ha preso condizionando così le vacanze di tutta la famiglia alla possibilità di stare anche con lui.

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